La facciata su Via Mercanti

1_Sant’Ambrogio

La storia di questa statua è piuttosto curiosa: secondo il progetto originale, si era pensato di collocare in questa nicchia una statua che raffigurasse in un primo momento la sapienza, in seguito la giustizia. Quando, tuttavia, giunse il momento della realizzazione, si preferì optare per l’apposizione di una statua raffigurante l’imperatore Filippo II di Spagna, come personificazione della giustizia stessa. (opera di Giovanni Andrea Biffi, 1611) Con l’arrivo dei Francesi, nel 1796, questa statua fu decapitata, e sul busto monco venne posizionata una testa di Bruto, mentre lo scettro imperale venne sostituito da un pugnale. Ai piedi della statua appariva questa scritta:

“All’ipocrisia di Filippo II succeda la virtù di Marco Giunio Bruto Cittadini Specchiatevi nel vostro primo Proconsole.”

Una volta tornati gli Austriaci, la statua di Bruto fu gettata nel fiume e la nicchia rimase vuota per qualche decennio fino a che, nel 1833, su modello di Pompeo Marchesi (professore dell’Accademia di Bella Arti di Brera), venne realizzata la statua che ancora oggi perdura, raffigurante Sant’Ambrogio, patrono di Milano, vestito, però, con la toga di Proconsole.

2_Orfeo

Sotto la torre, è rappresentato per ben due volte Orfeo con la cetra e con la viola. Quello di destra fu scolpito da “Pompeo Salterio piccapietre” e presenta ai suoi piedi la scrofa semilanuta che dall’epoca celtica diede il nome di Mediolanum alla città, e ne divenne il simbolo sin dalle origini. Questa allegoria sembra voler significare una Milano civilizzata dall’arte.

3_I riquadri dei dottori

In questi riquadri posizionati appena sopra le colonne, sono raffigurati i Dottori del Collegio, coronati d’alloro e vestiti con toghe imperiali. Si tratta di figure simboliche, non rappresentano, infatti, nessun personaggio realmente esistito e, probabilmente, sono state pensate come anticipazione delle gallerie dei ritratti esposti nelle sale interne del palazzo in cui il visitatore si imbatterà.

4_Le maschere

Maschere di ovvio significato celebrativo, anche se sembrano nascondere allegorie che rimangono oscure.

5_Le lesene

A fianco delle canefore, vi sono delle coppie di lesene dal disegno piuttosto complicato, sovrastate da un inusuale capitello. Queste sembrano richiamare le antiche Erme (colonne a sezione quadrata sovrastate da una testa scolpita a tutto tondo che, nell’antica Grecia, raffiguravano Ermes ed erano collocate lungo le strade, i crocevia, le dimore private e le porte per invocare la protezione del dio) In questo caso la testa sarebbe rappresentata, appunto, dal capitello.

6_Le canefore

Ai lati delle finestre, vi sono scolpite delle figure che sorreggono un canestro di frutta sulla testa. Sembrano ricordare le canefore classiche, ma qui, queste creature, risultano ambigue, in quanto presentano tutte coda di sirena o gambe e piedi caprini.

7_Le allegorie

Nei triangoli sopra gli archi sono scolpite delle figure rappresentanti le virtù: carità e fede (sopra il fornice destro, scolpite da Andrea Bozzolo da Marchirolo, un tempo collocate sull’arco di ingresso a via S. Margherita); speranza, giustizia e fortezza, sopra l’ingresso dei Notai e dei Provveditori. Poi, avvicinandoci alla torre, nella parte di facciata cinquecentesca, sono rappresentate le arti del trivio (grammatica, retorica e dialettica) e del quadrivio (aritmetica, geometria, musica, astronomia). Seguono poi altre allegorie quali la stampa (o la giurisprudenza), la medicina, la musica, la pittura, la geografia e la botanica.