Timeline

  • 1550

    1. Provvisione Giureconsulti
    2. Notai
    3. Torre
    4. Uffici dei Giudici delle strade, delle vettovaglie e dei dazi
    5. Podestà e carceri
    6. Podestà e Portico della ferrata
    1. Palazzo degli Osii
    2. Scuole del Broletto
    3. Chiesa di San Michele al Gallo
    4. Camera dei Mercanti
    5. Uffici Provvisione
  • 1562 - Inizio della costruzione

    Il palazzo fu costruito per concessione di Papa Pio IV (Giovanni Angelo Medici), su progetto di Vincenzo Seregni (1509-1594), che fu direttore della Fabbrica del Duomo, delle fortificazioni del Castello e di molti edifici pubblici e privati in Milano, alternandosi talvolta con Galeazzo Alessi, l’architetto di Palazzo Marino. La torre, però, era stata costruita antecedentemente, forse nel 1272, per iniziativa di Napo Torriani, Signore di Milano. Al tempo, la piazza Mercanti era sede di diverse istituzioni: dove ora vediamo la Casa Panigarola, sorgevano la Chiesa di San Michele al Gallo e l’Università dei Mercanti. Nella parte occidentale, invece, verso via S. Margherita, vi erano gli Uffici dell’Amministrazione comunale e quelli del Collegio dei Dottori. Mentre tra il portone di S, Margherita e la torre di Napo Torriani, era collocata la sede dei Notai. Oltre la torre, invece, le sale ospitavano gli uffici dei Giudici delle strade, delle vettovaglie e dei dazi. Papa Pio IV accordò al Collegio dei Giureconsulti un’ingente somma di denaro da destinarsi alla costruzione di una nuova sede per i Dottori: la dotazione papale prescriveva che il palazzo fosse dotato di un numero di locali tale da richiedere una superficie piuttosto vasta che comprendesse uffici, sale per adunanze, portici, una biblioteca ed una chiesa con campanile. L’edificio avrebbe dovuto farsi rappresentante dell’autorità e del prestigio delle magistrature cittadine e del patriziato che le controllava. In questo collegio, infatti, si formavano i futuri amministratori dello stato: senatori, giudici, luogotenenti, capitani di Giustizia, provveditori, presidenti del Duomo e dell’Ospedale Maggiore. Per potervi accedere, era imprescindibile poter dimostrare la nascita milanese ed una nobiltà di almeno 120 anni. Dopo una serie di dispute protrattesi per anni, i Dottori riuscirono ad ottenere per sé tutta la parte settentrionale di Piazza Mercanti.

  • 1611

    Alla base della torre, in una nicchia, venne collocata la statua di Filippo II di Spagna, opera di Giovanni Andrea Biffi.

  • 1654

    La costruzione dell’edificio è terminata e la fabbrica si presenta così: la torre civica, con campane e orologio, rivestita con decorazioni “moderne” nella parte inferiore, mentre la parte superiore risulta più rustica, come si addiceva allo stile duecentesco. A destra e a sinistra della torre, un loggiato consente l’ingresso ai saloni delle cerimonie. Sul lato opposto della piazza venne ricostruito il Palazzo delle Scuole Palatine con la facciata che ripete il disegno del Palazzo dei Dottori. Sulla facciata verso il Duomo vi era un portone di ingresso, mentre dalla parte opposta, si apriva il fornice del portone verso S. Margherita. A questo succedono le altre due campate del collegio dei Notai e degli Uffici comunali.

    Oltre al Seregni e a Galeazzo Alessi, intervennero nella costruzione anche altre figure di spicco come Giuseppe Meda, Alessandro Bisanti per l’orologio e Carlo Buzzi per il lato destro della Biblioteca costruito però, su disegnato del Seregni, quasi un secolo dopo l’inizio dei lavori, con il portale verso la Cattedrale. Vincenzo Seregni ebbe origini di intagliatore e come tale fu introdotto nella Fabbrica del Duomo dal padre, pure lui scalpellino della Cattedrale. Il cantiere del Duomo è, infatti, in quegli anni come nei secoli successivi, il centro che raccoglie, amalgama e influenza linguaggi e tecniche, con la messa a disposizione di dinastie di artigiani che vengono impiegati nei cantieri milanesi e lombardi a seconda delle circostanze e delle necessità.

  • 1660

    1. Notai e Provvisione
    2. Giureconsulti
    3. Torre
    4. Giureconsulti
    5. Podestà e carceri
    6. Podestà e Portico della ferrata
    1. Palazzo degli Osii
    2. Scuole Palatine
    3. Chiesa di San Michele al Gallo
    4. Camera dei Mercanti
    5. Congregazione Patrimoniale
  • Seconda metà del 1700

    Il palazzo subirà notevoli modifiche nel corso dei decenni. Gli eventi più drammatici si verificano con la Rivoluzione Francese e l’arrivo dei Giacobini a Milano, la conseguente soppressione del Collegio dei Dottori, e l’incameramento del Palazzo nei Beni Nazionali. Da qui inizia una serie di occupazioni casuali che portano la struttura ad un rapido e continuo degrado. La chiesa viene smantellata e scomparve quasi del tutto. La facciata subisce i primi rimaneggiamenti.

  • 1796

    I Giacobini decapitano la statua di Filippo II. Sul busto monco viene posizionata la testa di Bruto e lo scettro che il sovrano teneva tra le mani viene sostituito da un pugnale. Ai piedi della statua appare questa scritta:

    “All’ipocrisia di Filippo II succeda la virtù di Marco Giunio Bruto Cittadini Specchiatevi nel vostro primo Proconsole.”

  • 1833

    Con il ritorno degli Austriaci a Milano, con la Restaurazione, viene fatta a pezzi la statua di Bruto e la nicchia rimane vuota fino al 1833, quando al suo interno viene collocata una statua raffigurante Sant’Ambrogio, patrono di Milano, con le vesti di proconsole romano, opera di Luigi Scorzini su modello di Pompeo Marchesi, professore a Brera. Nel frattempo, il Demanio cede il salone maggiore alla Camera di Commercio, la quale colloca, nella porzione di edificio a sinistra della torre, la Borsa. Nell’ala opposta del Palazzo, si insediano, invece, la Cassa di Risparmio e la Congregazione centrale. La grande sala delle Cerimonie dei Dottori, quando hanno inizio le contrattazioni di Borsa, volge ormai in stato di degrado ed è priva anche degli arredi. Inoltre, l’ala sinistra del Palazzo viene sopralzata per mano dell’Architetto Gilardoni, dando, così, nuova conformazione alla facciata verso Via delle Farine. Il bisogno di ulteriore spazio richiesto dalla Borsa, più tardi, induce l’Architetto Terzaghi a chiudere il portico antistante.

  • 1859/60

    Con l’Unità d’Italia, Piazza Mercanti subisce una serie di importanti modifiche e lo stesso avviene per il Palazzo dei Dottori. In primo luogo la torre, che presentava ancora le rustiche fattezze duecentesche, si ritiene avesse un aspetto troppo dimesso e povero rispetto alla parte più moderna dell’edificio: l’Ufficio comunale viene incaricato di rivestire la torre con una decorazione più adatta e consona al significato dell’edificio stesso. Il risultato di questa operazione è la torre che tuttora vediamo: vengono imitate le forme cinquecentesche che adornano il resto del Palazzo ma con un linguaggio spiccatamente ottocentesco. La piazza Mercanti, al tempo, si presentava ancora chiusa sui quattro lati, ma, poichè in quel periodo si stava riflettendo sul tema della realizzazione della nuova Piazza del Duomo, della costruzione della Galleria Vittorio Emanuele e della sistemazione del centro cittadino, si decise di demolire gli edifici che occupavano il lato orientale della piazza dei Mercanti, che impedivano l’accesso diretto al Duomo.

  • 1872

    A seguito della realizzazione della nuova piazza Duomo e della apertura di Via Carlo Alberto (oggi via Mengoni), il Palazzo dei Giureconsulti rimane monco su di un lato e qui viene realizzata una nuova facciata che risvolta verso la nuova via. La facciata prospettante sulla piazza duomo e sul risvolto di via Mengoni venne costruita su progetto di Giovanni Battista Borsani, completata inserendo figure d’invenzione, ma di soggetto e fattura conforme a quelle antiche.

  • 1887/88

    Sul lato occidentale, verso il Cordusio, viene ampliata la strada già esistente, al fine di incanalare il traffico di passaggio tra il Cordusio e Piazza Duomo, rendendo così il Palazzo dei Giureconsulti un edificio isolato, circondato da strade. Di conseguenza venne smontato il tratto occidentale del palazzo, triplicando il fornice che si apriva su Via S. Margherita, sacrificando però alcuni saloni interni. Sulla parte ricostruita venne riapplicata la decorazione recuperata dalle antiche mura. I lavori furono condotti con grande maestria nei fronti aggiunti tanto che il virtuosismo degli operatori e l’intento imitativo rende difficile, oggi, distinguere le parti originali recuperate e quelle ottocentesche di nuovo inserimento. A fine dell’800, dunque, il Palazzo dei Giureconsulti assume le forme così come le vediamo attualmente.

  • 1912/14

    In questi anni si assiste ad una trasformazione radicale degli spazi interni, ad opera di Angelo Savoldi, quando l’intera proprietà passò alla Camera di Commercio allontanando sia la Borsa che altre attività che, nel tempo, si erano insediate nelle sale interne. Il Savoldi progetta interventi che modificheranno radicalmente gli interni del Palazzo, senza preoccuparsi che il nuovo risulti in armonia con l’esistete: la chiesa centrale, orami quasi scomparsa, viene del tutto sostituita da uno scalone di rappresentanza; dove era collocato il vecchio abside vengono realizzati una scala ed un ascensore che dovevano consentire di raggiungere tutti i piani, compreso il sotterraneo. Vengono, poi, demoliti i grandi saloni delle adunanze. Nell’ala orientale, una galleria che corrisponde al portico sottostante, affianca una sala per ricevimenti. Al piano secondo, nella parte occidentale, vengono realizzati uffici, mentre nella parte opposta, una biblioteca. La falda del tetto verso Piazza Mercanti viene sostituita da un terrazzo e viene riaperto il porticato. I nuovi ambienti vengono trattati con molta attenzione e minuzia di particolari nel disegno dei portali, degli stucchi, dei rivestimenti e dell’arredo.

  • 1914-84

    1. Giureconsulti
    2. Giureconsulti
    3. Torre
    4. Giureconsulti
    1. Palazzo Galli e Rosa
    2. Museo Commerciale
    3. Assicurazioni Generali
  • 1943

    Nell’Agosto del 1943, anche Palazzo Giureconsulti viene interessato dai bombardamenti alleati, ma per fortuna, non subisce gravi danni.

  • 1984

    Un ulteriore intervento di restauro e adeguamento funzionale viene attivato da Camera di Commercio, su progetto di Gianni Mezzanotte, per trasferirvi la Presidenza, gli Organi collegiali, la segreteria generale ed alcuni altri uffici.